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Voci del Rinascimento friulano: dalle opere di Marc’Antonio Pordenon e Alessandro Orologio

Voci del Rinascimento friulano: dalle opere di Marc'Antonio Pordenon e Alessandro Orologio - EventiFVG.it

Il Gruppo Vocale Cantiere Armonico riprende la sua attività concertistica, volta alla riscoperta di un repertorio raramente frequentato di autori friulani del Cinquecento che si sono distinti a livello nazionale e internazionale. Dopo il precedente lavoro di presentazione al pubblico dei madrigali dei fratelli udinesi Mosto, quest’anno il programma è incentrato sulle composizioni vocali di Marc’Antonio Pordenon (Pordenone 1530 -’90 ca.) e Alessandro Orologio (Aurava di S.Giorgio della Richinvelda 1551 -1633). Mentre il primo svolse probabilmente la sua attività di musicista tra Pordenone, Padova e Venezia, il secondo, dopo gli studi e i primi incarichi a Udine, si spostò fra diverse corti dell’Europa centro settentrionale come Praga, Dresda, Kassel, Venezia e Vienna.
Il programma prevede l’esecuzione alternata esclusivamente di madrigali dei due autori; fa eccezione l’ultimo brano che è invece una canzonetta strofica dal carattere più scherzoso e caricaturale, forse l’ultima opera composta dal Pordenon e che non pubblicò in vita. I suoi primi due madrigali in programma ‘Donna la bella mano’ e ‘Sì grande è il mio gioire’, ebbero diffusione a livello europeo e il primo venne anche tradotto in inglese nella raccolta Musica transalpina, a testimonianza del successo che riscontrò all’epoca. Di Alessandro Orologio in particolare verranno eseguiti tutti madrigali tratti dal suo secondo libro che ci sono pervenuti in modo incompleto: mancandoci totalmente la stampa di alcune voci, la loro esecuzione è quindi un tentativo di ridare vita a frammenti, creando una suggestione che spesso sconfina nell’azzardo, ma che sollecita la nostra sensibilità musicale contemporanea, orientata al recupero dell’antico, valorizzandone lacune ed aporie, senza cercare di colmarle e risolverle, come finestre aperte all’immaginazione.
I testi messi in musica, a parte alcuni adespoti, rispecchiano la sensibilità poetico- musicale di fine Cinquecento, non ancora influenzata dalle innovazioni della ‘seconda pratica’ monteverdiana, con un’attenzione alla figure ricercate e alla concettosità manierista, che ben si possa prestare alla descrizione in musica e al madrigalismo, con una scelta di autori rappresentativi come Guarini e Ariosto o meno noti come Cassola e due testi del Petrarca, che rimane il punto di riferimento insuperato per l’elaborazione del linguaggio poetico di quel secolo.

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