In un luogo in cui il tempo si ferma, la creatività prende vita.
Intrecci di persone, lavori, racconti e comunità che vogliono trasformare Stavoli, il borgo più isolato d’Italia, in un laboratorio a cielo aperto. Un weekend in cui arte e artigianato si intrecciano negli spettacoli di teatro, musica e danza.
I laboratori, pensati in collaborazione con gli artisti e i creativi di Confartigianato, contribuiranno alla creazione di installazioni artistiche e materiali scenici che faranno da cornice agli spettacoli in programma.
Tra i laboratori proposti, il laboratorio di pittura con Liuba Giro porterà i partecipanti a realizzare con tecniche pittoriche diverse, ampie tele ispirate dai racconti degli alpinisti protagonisti dello spettacolo “I Guardiani del Nanga”.
Nel laboratorio di metalli e incisioni, guidato da Cattivo Frank, i partecipanti costruiranno e decoreranno lampade utilizzando tecniche artigianali quali l’incisione e la bulinatura.
Per gli appassionati di fotografia, il laboratorio di fotografia di Francesco Marongiu prevede la creazione di ritratti artistici, assemblati poi in mosaici su tele collettive dall’artista Franco Del Zotto.
Il laboratorio di Rubberstamp, condotto da Mattia Cuttini, permetterà di creare motivi stampati su gomme incise, utilizzati per decorare i costumi di scena dello spettacolo “MUSE”
Infine, il Laboratorio di Land Art, con Jacopo Sandrin, inviterà i partecipanti a realizzare installazioni naturali nel borgo.
Tutti questi lavoratori saranno seguiti e avranno un filo conduttore per determinare una sincronia tra i risultati finali, per creare un’immagine unica simbolo di tale borgo.
La partecipazione ai laboratori è a numero chiuso, si invita pertanto a riservare il proprio posto tramite il sito.
Gli spettacoli:
Durante la giornata di sabato, a conclusione dei laboratori ci sarà lo spettacolo I Guardiani del Nanga, che vedrà in scena un giovane alpinista (interpretato da Nicola Ciaffoni) e il suo sogno di scalare il Nanga Parbat. Sette i guardiani del Nanga, come sono sette gli alpinisti delle storie scritte da Gioia Battista e dirette da Massimo Somaglino, in un racconto intenso e coraggioso.
Nella giornata di domenica ci sarà la performance MUSE danzata dalla coreografa e antropologa Giovanna Rovedo, assieme a Michela Silvestrin con le musiche di Matteo Zavattin (Large Audio Collider). In questa incursione performativa si esploreranno due corpi che giocano con il tempo, da un lato il passato con i temi e le gestualità di un’altra valle quasi disabitata (la Val Silisia) e dall’altro le possibilità di un presente esteso in una forma identitaria nuova. MUSE, in friulano anche volti, visi di identità è la rilettura di memorie passate che rivivono nel corpo delle danzatrici.
La due giorni si concluderà con un concerto della musicista friulana Rebi Rivale che porterà un ulteriore tocco di autenticità e bellezza a questa celebrazione della creatività.
Per il programma completo e dettagliato, informazioni e iscrizioni ai laboratori visita il sito https://isoladistavoli.it/intrecci-isola-di-stavoli
https://www.facebook.com/events/402088002584381/
