Nell’ultimo decennio il femminismo è tornato a essere un fenomeno di massa, colorando di rosa i simboli dell’emancipazione femminile e delle nobili cause a essa associate. Spesso però sotto questo colore si nascondono operazioni opache: un femminismo addomesticato, di comodo, funzionale agli interessi di politici e mercato, che ne assumono le posture e intanto non si fanno scrupolo a capitalizzarne i temi in nome del profitto, nascondendo sotto il tappeto i pensieri più radicali. Come siamo arrivati a questo? Ma soprattutto, questa versione mainstream è una variante del femminismo o una strategia del capitalismo?
JENNIFER GUERRA Scrittrice e giornalista. Si occupa di tematiche femministe. I suoi articoli sono apparsi sulla Stampa, Sette, L’Espresso e The Vision. Ha pubblicato: Il corpo elettrico. Il desiderio nel femminismo che verrà (Tlon 2020); Il capitale amoroso (Bompiani 2021); Un’altra donna (Utet 2023); Il femminismo non è un brand (Einaudi 2024).
SARA ROSSO Libraria indipendente alla Libreria Friuli di Udine e operatrice di accoglienza al Centro Balducci di Zugliano. Apre sempre le porte della sua libreria a letture e discussioni attorno a tematiche transfemministe, con una speciale attenzione al mondo LGBTQIA+

