PAOLO FRESU & CORO VOCINVOLO
Basilica Patriarcale di Aquileia – UD-
Venerdì 26 maggio | h 20.45
Il maggior trombettista e flicornista italiano, straordinariamente affermato anche a livello internazionale Paolo Fresu, si unisce al Coro VocinVolo – Ritmea diretto da Lucia Follador, al rinomato Gorni Kramer Quartet e a un trio d’archi composto da strumentisti di altissimo livello, per la prima esecuzione assoluta di un lavoro ispirato ad antiche sequenze e melodie monodiche originali del Patriarcato di Aquileia, rielaborate in forme nuove a stabilire una connessione viva tra antico e contemporaneo.
Musica di Alessio Domini
Direzione del coro Lucia Follador
con Paolo Fresu, Coro VocinVolo – Ritmea, Gorni Kramer Quartet e trio d’archi
Una parte del pavimento musivo delle Grandi Terme presenta un tubicen o suonatore di una lunga tuba. Musicisti del genere erano impiegati nelle cerimonie di premiazione degli agoni, giochi sportivi ma anche competizioni teatrali, che si svolgevano in un edificio pubblico.
Dai giochi agonistici richiamati nell’edificio termale, la pratica della musica non tardò a spostarsi nelle chiese, se è vero quanto riporta in età carolingia Valafrido Strabone il quale attribuisce ai presuli locali, a partire da San Cromazio la prassi di accompagnare le preghiere del rito patriarchino con una particolare tipo di canto. Canto che poi si diffuse anche a Milano e negli ampi territori che dipendeva, spiritualmente, da Aquileia.
Nella basilica durante la settimana santa, ma anche nel periodo tra Natale e l’Epifania, si celebravano sacre rappresentazioni accompagnate da canti e musiche, spesso appositamente composte. Per questo vi furono, fino a tutto il XVI secolo, grandi musicisti che avevano il compito di rendere ancora più significativi i riti sacri. Tra questi spicca Giorgio Mainerio, che non disdegnava le pratiche occulte. Dal suo primo libro dei Balli Franco Battiato trasse ispirazione per la sua nota Schiarazule marazule. Il canto originale era adoperato ancora nella prima metà del Seicento a Palazzolo per invocare la pioggia e di questo si interessò l’Inquisizione. Di questo si avvalse per una sua canzone anche Angelo Branduardi.
Paolo Fresu, dunque, non è il primo a rimanere affascinato dalle antiche musiche liturgiche aquileiesi e a tentarne di rinnovare la tradizione. L’evento del 26 maggio sarà, si spera, il primo di una serie di iniziative volte alla riscoperta e alla attualizzazione di un patrimonio ingente e troppo dimenticato.
La Società friulana di archeologia si è fatta promotrice, presso la Fondazione Aquileia, per una serata aperta a tutti, il 26 maggio prossimo, che riuscisse a coniugare i suoni della liturgia aquileiese e l’impronta che il musicista sardo riuscirà a imprimerl.
L’evento musicale si inserisce nell’ambito del progetto “SAXA LIQVVTVR” della SFA e vincitore del bando 2023 – Manifestazioni di divulgazione umanistica – Assessorato alla Cultura della Regione FVG ed è sostenuto anche dalla Fondazione Aquileia.
L’ingresso è libero e senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti a sedere.
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