Incontro con Giacomo Rizzolatti (neuroscienziato)
e Haris Pašović (direttore artistico Mittelfest)
in collaborazione con CSS Teatro Stabile d’Innovazione del FVG per ESOF 2020
ingresso gratuito prenotazione obbligatoria a biglietteriamittelfest@gmail.com
L’incontro con il più grande neuroscienziato Italiano scopritore dei Neuroni specchio base dell’empatia, uno dei più noti e apprezzati al mondo, offre un’occasione preziosa per entrare nel vivo di Mittelfest il cui tema 2020 è proprio #empatia.
Giacomo Rizzolatti, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Padova, ottiene nel 1964 la specializzazione in Neurologia, nel 1967 diventa prima assistente e poi professore ordinario di Fisiologia Umana presso l’Università di Parma dove, dal 2002, è direttore del Dipartimento di Neuroscienze. Dal 2012 insegna Basi Neurofisiologiche delle Funzioni Cognitive presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. E’ membro dell’Accademia Europea, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, membro onorario della Società Italiana di Neuroscienze di cui è stato presidente.
Tra i numerosi premi e riconoscimenti, gli è stato conferito a Copenaghen nel 2014 l’importante Premio Brain.
Giacomo Rizzolatti ha un legame speciale con il Friuli: le sue origini sono friulane (il bisnonno era di Clauzetto) e lui stesso ha compiuto gli studi a Udine, diplomandosi al Liceo Classico Jacopo Stellini.
I neuroni specchio sono quindi alla base dell’empatia (cioè della capacità di rapportarsi agli altri, di comprenderli, di solidarizzare con le loro sofferenze, le loro gioie) e l’empatia è alla base della vita sociale.
Nella sue ricerche Giacomo Rizzolatti ha utilizzato anche l’Arte ed ha registrato, ad esempio, come delle sculture greche fossero in grado di attivare l’attività cerebrale e di attivare in particolare le aree “emozionali” del cervello in cui si trovano i neuroni specchio che permettono l’empatia. Sembrerebbe quindi che l’arte possa colpire i centri emozionali del cervello e rendere più forte l’empatia dell’osservatore.
E’ questa una frontiera che potrebbe aiutare a comprendere anche i grandi cambiamenti sociali della nostra epoca e, individuando i meccanismi dei fattori culturali attivatori o inibitori dei neuroni specchio, potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione nella vita sociale oltre che nelle terapie delle malattie psichiatriche.

