Domenica 21 Settembre 2025
Una Boccata d’Arte
Progetto d’arte contemporanea diffuso in tutta Italia e promosso da Fondazione Elpis.
MĒTAsêm
A cura di Marta Oliva
Ritrovo presso Cantina Gradnik – Località Plessiva 5 , Cormòns
Ore 9:00 Camminata transfrontaliera con letture
Il percorso, a cavallo del confine Italia–Slovenia, avrà una durata di circa cinquanta minuti e permetterà di
osservare il paesaggio e conoscere le lingue del territorio attraverso alcune letture tratte dall’opera MĒTAsêm
dei Babau, che – tra storia, mito e trasformazione – attraversa i margini del Friuli con una narrazione fatta di
voce, acqua e segni. Una passeggiata che invita all’ascolto dei confini. Si consigliano scarpe adatte allo sterrato.
Ore 10:30 Ascolto collettivo dell’opera integrale e brindisi finale
C’è un incanto che appartiene a tutte le frontiere, e risponde a quel la commozione
irrazionale, viscerale, che chiunque ami davvero la libertà non può non provare
al cospetto di ogni frontiera. Dal l’altra parte troveremo un altro ordine, un altro
conformismo e un’altra burocrazia.
Ma ciò che ci commuove e ci sconvolge, regolarmente e gioiosamente, quando passiamo
il confine, è la sensazione di “cambiare”, o anche soltanto di “poter cambiare”.
Cambiare, infatti, vuol dire qualcosa in più che “sottomettersi a un nuovo ordine o autorità”: vuol dire liberarsi di ciò a cui, fino a un momento prima, eravamo sottomessi.
L’impagabile sensazione di libertà che proviamo — sia pur parziale e passeggera —non è quindi del tutto illusoria.
Felici le persone che vivono presso i confini di Stato, da una parte o dal l’altra! Felici
e privilegiate — in tempo di pace, s’intende, in tempo di pace tra le due nazioni!
Appartenere a due padroni, ciascuno dei quali riconosca e rispetti il tuo diritto e il
tuo dovere di appartenere, in qualche modo e nel lo stesso tempo, anche al l’altro, ti
garantisce una libertà più grande e più piena di quel la che ti darebbe appartenere a uno
solo dei due, anche se questo fosse il più democratico, civile e umano.
Dicevamo che c’è un incanto in tutte le frontiere: ma l’incanto di Plessiva va diritto al
cuore. Qui non veri uffici di dogana: due baracchette, e basta. Plessiva è un semplice
valico confinario, per turisti troppo distratti o molto intel ligenti, e per le piccole
faccende felici del la gente del posto: i privilegiati, invidiabili pendolari del la libertà.
E anche la natura, qui, suggerisce beatitudine. A occidente, i brevi avval lamenti che
scendono verso lo Judrio e, in mezzo al le col line, la bianca Abbazia di Rosazzo; a
oriente, quel li più lunghi e vasti che raggiungono l’Isonzo e i pendii dove, nel 1931, era
possibile discernere — un po’ dovunque, come cicatrici sul volto di un vecchio —
le tracce del le trincee, dei camminamenti, degli squarci provocati da bombe e granate.
Oh, la terra si rinnova molto più rapidamente di un corpo umano. Oggi più nul la. Chi
non sappia, crederà di trovarsi nel più idil lico, nel più soave, nel più pacifico angolo
d’Europa.
E mi viene in mente che, forse, sia sempre e dovunque così.
– Mario Soldati, Vino al vino, 1971
B’a Una boccata d’arte – passeggiata transfrontaliera

eventifvg 21 settembre
