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A Piancavallo LUIGINA BATTISTUTTA

lunedì 31 luglio 2023 ore 17.30
piazzale Mario Della Puppa – Piancavallo
(in caso di forte maltempo Sala Convegni)
Comune e Biblioteca Civica di Aviano, Ortoteatro
in collaborazione con Bottega Errante
IL RACCONTO DELLE TERRE ALTE
Tre incontri per ascoltare storie di montagna, per riflettere sulle nostre terre alte, per incontrare tra le pagine dei libri alpinisti, filosofi, sognatori e personaggi leggendari
che popolano boschi, borghi abbandonati, cime e rifugi.
Incontro con l’Autore
LUIGINA BATTISTUTTA
presenta i suoi libri
CATERINA LA CONTRABBANDIERA FRIULANA e IL MERCANTE DELLE ALPI
Modera l’incontro Daniele Zongaro della Quo Vadis libreria del viaggiatore.
LUIGINA BATTISTUTTA è nata in Val Tramontina, nell’attuale provincia di Pordenone, nel
1964. Ha trascorso la sua infanzia e la sua giovinezza nell’incanto della Pedemontana
friulana; qui è sbocciato il suo amore per le fiabe e per le leggende. Si è occupata di
traduzioni e di editing per la casa editrice “C’era una volta…”, indirizzata al mondo dei
bambini; è stata poi redattrice di “Nord-Sud Edizioni”. Per Santi Quaranta ha pubblicato
sette libri tra fiabe e leggende e narrativa legata al territorio.
I libri
Caterina la contrabbandiera friulana:
Caterina è una giovane contadina friulana come tante: vive, in famiglia, un’infanzia e un’adolescenza segnate dalla semplicità, nel contesto di un Friuli ancestrale e totalmente agricolo che è in balìa, verso la metà del Settecento, dei prepotenti locali al servizio della Repubblica di Venezia. La sua piccola storia si snoda dentro il costume e le tradizioni della Pedemontana friulana, tra Spilimbergo e Maniago: Caterina è nata a Sequàls, villaggio allo sbocco della Val Tramontina. Nel 1746 si abbatte su questi luoghi una terribile carestia per cui Andrea, padre di Caterina, deve arrangiarsi con il contrabbando per sfamare la famiglia. Anche Caterina, per sfuggire alla “giustizia” del conte Mainardo da Spilimbergo e dei suoi sbirri, si dà alla macchia e al commercio illegale.
Luigina Battistutta racconta con una lingua suggestiva e di forte rievocazione la vita della ragazza friulana, i suoi rapporti con la nonna, la mamma, le amiche, il parroco don Emilio; il moroso Daniele; il mondo agreste che le sta attorno. Il libro si dipana avvincente e delicato, con soprassalti popolareschi che gli danno colore ed energia: ritrae il viaggio di Caterina, la bella e resistente contrabbandiera, attraverso i magredi della Meduna, del Noncello e della Cellina, attraverso valli e montagne, torrenti e nevai, boschi e sorgenti, fino alla Carnia, a Cividale e alla Slovenia. Si delinea così l’affresco di una terra fascinosa dove l’esistenza è aspra ma umana.
Caterina, la contrabbandiera friulana è romanzo coinvolgente e toccante, dove i ricordi si connettono nitidi, mentre il tessuto narrativo, a tratti, procede come un thriller; l’acuta memoria della Battistutta testimonia, in maniera affettuosa, la realtà friulana dell’epoca. Si può dire, in definitiva, che è un’opera appassionante in grado di catturare profondamente il lettore.
Il mercante delle Alpi:
Il mercante delle Alpi di Luigina Battistutta mette in luce un mestiere itinerante e girovago, una professione dura ma affascinante, il viaggio aperto, l’incontro con realtà nuove talvolta gratificanti, sempre comunque ardue. Fin dal ’200, i cramârs del Friuli e della Carnia, come i cassela del Trentino, si muovono, con la crama (cassetta zaino) sulle spalle, dai loro villaggi e attraversano a piedi le valli, i torrenti, i passi alpini, vanno silenziosi e solitari soprattutto verso le Germanie; generalmente nella seconda metà di ottobre quando la fienagione è finita, vendendo pietre focaie, spezie, filati, cappelli e altre piccole mercanzie. Molti ritornano alla fine di maggio, ma altri muoiono tragicamente, sorpresi da bufere di neve o alluvioni. Alcuni si fermano, nelle grandi città, ad aprire negozi e altre attività; i Pustet di Ravascletto della Val Calda, ad esempio, avviano, nel ’600, una tipografia a Ratisbona che diverrà una famosa editrice tuttora operante nella bella città bavarese.
Ermanno, il merciaio ambulante di questa storia, ab-
bandona Claut, circa a metà dell’Ottocento, e oltrepassa le Alpi vendendo chincaglierie varie alle massaie delle fattorie bavaresi; qualche anno più tardi si fermerà a Monaco dove farà fortuna gestendo un emporio assieme ad un socio. E sposa Ida, residente nella capitale della Baviera, ma figlia di friulani.
Luigina Battistutta segue con trepidazione il nostro mercante delle Alpi, delineandolo con quella sua scrittura popolaresca e avvincente; allarga il ritratto ai sentimenti che porteranno Ermanno a partecipare, per amore di Cosima, ai moti mazziniani di Navaròns dell’ottobre 1864. La narratrice friulana si sofferma sulle sagre, i balli popolari, le rogazioni, le processioni, tracciando con mano felice l’identikit dell’antico paese montano di Claut, in Valcellina, che si fa simbolo aderente di tanti villaggi dell’arco alpino.
Il mercante delle Alpi si rivela un’opera coinvolgente, intrecciando la coralità alpigiana con numerose storie personali; in particolare scandaglia acutamente il rapporto d’affetto tra Ermanno e Ida.
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